Tra manifesti SasuSaku, ShikaIno Day, NejiHina primavera estate autunno inverno e ancora primavera, guerre mondiali e fredde tra shippers di pairing opposti, a me sembra si siano perse di vista due cose.
Prima di tutto, il fandom. E' inutile affannarsi per dimostrare che il proprio pairing è canon: Naruto è un manga shonen, in cui la vita sentimentale dei protagonisti non è che un effetto collaterale di missioni, allenamenti et similia. Ci sono coppie più plausibili di altre, questa è un'ovvietà: ShikaIno e ShikaTema, per esempio, sono entrambe plausibili, ed entrambe più plausibili di una ShikaKarin, per dire. Ma l'unica coppia canon, che ci piaccia o no - e soprattutto che ci interessi o meno - è la AsuKure, e non penso di dovervi spiegare il perché.
Secondo, lo spirito con cui si scrivono e leggono le fanfiction.
Ti piace un manga > ti piace un particolare pairing > scrivi (leggi) fanfiction ispirate a quel manga prediligendo in particolare di quel pairing.
Questo è comprensibile. Riduttivo, forse, ma comprensibile. La vedo come un'autolimitazione, ma passi.
Ma la lotta tra shippers! Il voler dimostrare a tutti i costi con manifesti, banner, maratone di fanfiction, che il proprio pairing preferito non è solo il più canon, ma anche il più esteticamente appagante, il più angst, il più dio-se-ispirano-sesso!, e in generale il più più più... be', no. Qui non vi seguo più. Non ne capisco il motivo, né lo scopo.
Volete che vi si dica che il vostro è il pairing più canon e più bello di tutto il manga, non ultimo il più shippato? Accomodatevi. Sinceramente, mi fa più piacere che mi si dica 'è una fanfiction scritta bene, coerente con il canon dei personaggi creati da Kishimoto e hai saputo cogliere sfumature interessanti della coppia che hai scelto, rendendola naturale e plausibile.' e variazioni sul tema. Ma tant'è, forse sono strana io. E non solo io, tutte le persone che leggono e scrivono fanfiction badando alla qualità della fanfiction stessa, piuttosto che alla coppia trattata.
Poi, è sacrosanto preferire un pairing invece di un altro. Ma questa preferenza non dovrebbe trasformarsi in paraocchi. A me piace il SasuNaru. Lo trovo anche piuttosto plausibile. Eppure, so che ci sono indizi che potrebbero far pensare la stessa cosa anche del SasuSaku e del NaruSaku. Non sto lì a fare la conta di quale di queste coppie abbia più elementi a proprio favore! Mi piace il SasuNaru, leggo prevalentemente fanfiction con questo pairing. Punto. E non penso di essere un alieno.
In tutta sincerità, trovo un po' infantili i vari manifesti che si leggono in giro, e allo stesso modo le millanta iniziative in cui si postano fanfiction sullo stesso pairing in un giorno, in una settimana, in un mese e via discorrendo. E' un mio parere, non voglio essere offensiva. Non ne condivido lo spirito, tutto qua.
Precisazione: le coppie citate, con relativi manifesti/iniziative, sono prese a titolo d'esempio. Non ce l'ho con nessuno di quei pairing, ho messo semplicemente quelli che mi sono venuti in mente per primi.
Tradurre un libro non dev'essere un'impresa da poco, e questo è chiaro. Tradurre non significa, e non può significare, semplicemente, partire con un insieme di frasi in una lingua e finire con un insieme di frasi in un'altra, passando per un vocabolario Lingua1/Lingua2 - Lingua2/Lingua1. Siamo d'accordo, penso, e non mi dilungherò oltre.
Il titolo del libro, però, non è una frase qualunque. E' il nome che lo scrittore ha scelto per la sua creatura. E con ogni probabilità, è stata una scelta delicata, ponderata, forse sofferta. Morire e dare i nomi alle cose, non si fa altro di sincero, probabilmente, per tutto il tempo che si campa, cito a memoria da Questa storia di Baricco.
Ora, l'autore X ha scelto un nome per il suo libro, per il frutto del lavoro di mesi o anni, tra tutti i nomi che gli/le venivano in mente, uno solo ne ha scelto, il più bello, il più ad effetto, il più sincero, non importa. Quello è il nome di suo figlio.
Passiamo sopra ai titoli tradotti poco fedelmente. Ad esempio, La tredicesima storia di Diane Setterfield. Il titolo inglese è The thirteen tale, ovvero Il tredicesimo racconto. E infatti, in tutto il libro, non compare manco una volta una tredicesima storia, si parla sempre di un tredicesimo racconto. E' una scelta che non concepisco, hai tradotto sempre 'il tredicesimo racconto', perché non hai fatto lo stesso anche col titolo? Bah.
Passiamo sopra ai titoli difficili da rendere dall'inglese all'italiano. Ad esempio, Harry Potter e i doni della morte. Il titolo in inglese è Harry Potter and the Deathly Hallows, un titolo obiettivamente complicato da tradurre e soprattutto da tradurre alla lettera senza perdere il significato originario. Che poi la traduttrice di HP si sia presa la briga di tradurre/sconvolgere nomi e cognomi dei personaggi e che ciò sia altrettanto grave che cambiare il titolo di un libro, è un'altra storia.
Ma no, non posso passare sopra ai titoli dei libri completamente inventati. Tu, traduttore/traduttrice, che diritto hai a ribattezzare la creatura di un altro? Ancora peggio se la scelta è della casa editrice! Come vi permettete?! E' un tradimento. E' vergognoso e arrogante. E' una mancanza di rispetto per il lavoro altrui. E' imperdonabile.
Che la peste vi colga, in sostanza. :3