A me ronde non armate di volontari suona tragicamente simile a squadracce.
Il tempo fa cagare. A tratti vien giù l'iradiddio.
Domani avrei - ho? - l'esame di Storia della sanità, a Urbino. La strada per Urbino è tremenda e passa sotto il monte Catria. Una volta me la sono fatta con la neve al ritorno: era tutto bianco - sopra sotto ai lati bianco dovunque - e nonostante stesse nevicando da poco la strada era già semi-gelata.
Potrei evitare, no?
Considerando soprattutto che posso tranquillamente compilare l'eserciziaro a casa e inviarglielo. Con i libri sotto, già.
Ho infilato quest'esame nella sessione di febbraio perché l'unica alternativa era dare solo Storia contemporanea. Un esame in meno, è un esame in meno, mi sono detta. Ma visto il tempo di merda, pensavo fosse ragionevole optare per l'eserciziario.
Ma no, è diventato vitale dare l'esame domani. In macchina, col treno, a piedi, con qualsiasi mezzo.
E allora, perdio, domani prendo la Panda e vado su, a costo di rimanere sepolta sotto la neve all'altezza di Serra S. Abbondio. E vaffanculo.
Nel mio letto
La leggo ogni volta passo da quel vicolo e la ammiro nel suo ermetismo. Mi turba e mi affascina, la trovo un'immagine potente.