Sono stata dal concessionario. Mi ha spiegato le millemila funzioni della Ypsilon. Avrò problemi persino per accendere i fari. E mi sono dimenticata di chiedere come si mette la freccia, dio. So che dovrei essere felice, lo so che la Ypsilon è favolosa, lo so che sarà millanta volte più maneggevole della Panda, lo so. Lo so che dovrei anche mostrarmi più entusiasta, perché me la pagano i miei, e sono loro grata, davvero.
Però. Ho fatto togliere l'autoradio, e adesso accanto al volante c'è un buco. Fra poco scenderò di sotto e toglierò peluches, cd, il cuscino rosso sbiadito, il pastello verde bosco che dio solo sa come c'è finito dentro la Panda.
E mi viene da piangere, come una deficiente.
Domani avrò una macchina nuova.
Da quant'è che non scrivo in questo blog? E poi ultimamente ho postato soprattutto pezzi di canzoni, libri, film... quindi! ho deciso di scrivere qualcosa su di me. Non penso che a qualcuno interessi particolarmente, ma il blog è mio. xD
Eccovi dieci cose che potreste non sapere di me.
Uno. Adoro il pistaccio.
Si raccolgono le visciole - una specie di amarene, credo - si infilano in un piccolo contenitore - io usavo le bottigliette di succo di frutta della Zueg, quelle di vetro opaco - si cospargono di zucchero - una dose gargantuesca di zucchero - e si schiacciano con un qualsiasi strumento di legno - il manico di un mestolo, o un bastoncino a cui sia stata tolta la corteccia.
Ne esce fuori una deliziosa poltiglia rossa scura, che un po' si mangia e un po' si beve. Sporca e appiccica da morire.
Ecco, il pistaccio io lo adoro.
Due. Penso di essere emetofoba. Da wiki:
--- L'emetofobia è il terrore di vomitare causato fondamentalmente dall'incapacità di dominare e prevedere i propri conati. [...] Nella stragrande maggioranza dei casi, gli attacchi di panico che seguono la paura di dover vomitare sono del tutto ingiustificati e non si risolvono quasi mai con effettivi conati. [...]
Spesso anzi gli emetofobi sviluppano una vera e propria "resistenza psicologica" al vomito che impedisce loro di rimettere anche quando la cosa gioverebbe realmente all'organismo. ---
In più, ho anche il terrore di vedere gli altri vomitare.
Tre. Mi piace molto guidare la macchina. <3
Quattro. Odio il rumore della forchetta e del coltello contro i piatti, contro i denti, o contro le superfici metalliche. Quando mio padre scola gli spaghetti e fa stridere la forchetta contro la pentola, di solito mi allontano.
Cinque. Da quando ho finito il liceo - quattro anni fa - ogni mattina faccio colazione al bar della stazione, e prendo solo un cappuccino. Di sabato il bar della stazione è chiuso e mio padre non lavora, perciò facciamo colazione insieme in un altro bar-pasticceria, e prendiamo entrambi cappuccino e pasta. Di solito prendiamo una pasta anche per Diego, il mio ragazzo, e gliela portiamo.
Sei. Ho tre cicatrici sotto il mento.
Sette. Non ho mai avuto il morbillo, né la varicella. In compenso, ho avuto la polmonite, la pertosse o tosse convulsa, una stomatite devastante, influenze tragiche con febbre a 40 °C, e la sesta malattia, che di preciso non so cos'è, ma ha un nome così suggestivo! xD Finché non ho iniziato le elementari, credo di essere stata una bambina molto cagionevole di salute.
Otto. La mia poesia preferita di tutti i tempi è La pioggia nel pineto, di Gabriele D'Annunzio. Una notte di diversi anni fa me la sono imparata tutta a memoria, per poi dimenticarla pochi giorni dopo.
Nove. Mi sono innamorata solo tre volte in vita mia. A 14-15 anni, a 15-16 anni e a 17. Il primo e il secondo amore sono stati piuttosto disastrosi, specialmente il secondo. Con il terzo ci sto tuttora. <3
Dieci. Mi fanno estremamente schifo e paura le vespe con le zampe pendule, di cui ignoro il nome scientifico.
No.

È un fatto della vita che, in un modo o nell'altro,
tutti si trovino di qua o di là da un muro,
perciò l'unica cosa da fare è dimenticarsene,
oppure irrobustire le dita.
Cristiano Godano, quando tra un verso e l'altro prende fiato. E prende fiato in maniera sonora, rumorosa, non puoi non farci caso.
Kurt Cobain, quando pronuncia le prime due p di The man who sold the world. We passed upon the stairs. Ci inciampa sopra, con un suono vibrante, soprattutto sulla prima.
Kurt Cobain, negli ultimi versi di Where did you sleep last night. Non solo perché sembra raschiare l'aria, piuttosto che cantare. Sputa le parole separatamente, come se gli costasse troppo costruire frasi di senso compiuto. Pines. Sun. Shine. Shiver dura un'eternità, è un brivido lungo davvero tutta la notte. E dio!, il modo in cui rantola whole. E' un ruggito un po' stonato. E poi, prende fiato, prima di finire con night through.
Knife party, dei Deftones. Va' a prendere il tuo coltello e poi baciami. C'è un ululato che da solo vale più di tutto l'album messo insieme, e White pony secondo me è un capolavoro. E il cantante dei Deftones prende fiato, tra un verso e l'altro.
La voce di Janis Joplin. Summertime. Il whoaaaaaaaa alla fine di Take another little piece of my heart.
Riot, dei Three Days Grace. Il cantante risucchia l'aria tra i denti e le parole gli escono direttamente dallo stomaco.
Lorelei, Cocteau Twins. Se le sirene esistono, cantano così. Sospiri, echi.