Struggente.
Credo che l'aggettivo più adatto a descrivere Armand e le sue peripezie sia proprio: struggente.
Va detto che Sybelle e Benji sono personaggi ben riusciti, a differenza di Dora in Memnoch il diavolo o di Akasha in Scelti dalle tenebre.
Qualche appunto random:
- un po' troppo misticismo a buon mercato per i miei gusti;
- Marius non è il Marius di Scelti dalle tenebre e un po' mi ha deluso alla fine;
- il vecchio Lestat mi è mancato... mi ero abituata alle sue pazzie, alla sua vanità, ai suoi gesti sconsiderati.
<< Non siate così contrariato >>, dissi. << Perché se la sono presa con Savonarola? >>
<< Concedi agli uomini abbastanza tempo e se la prenderanno con chiunque. Lui si proclamava profeta, ispirato da Dio, e sosteneva che questi erano gli Ultimi Giorni prima della fine del tempo, e questa è la più antica e irritante lagnanza cristiana che esista, credimi! Gli ultimi giorni! Il cristianesimo è una religione basata sulla nozione che stiamo vivendo gli ultimi giorni! E' una religione alimentata dalla capacità degli uomini di dimenticare tutti gli errori del passato e agghindarsi ancora una volta per gli Ultimi Giorni. >>
Pleased to meet you, hope you guess my name!
Premessa. No, le orripilanti poesie di Stan Rice non mi erano mancate.
Ma quella sulla motosega portatile mi ha fatto sghignazzare fino alle lacrime.
Se Il ladro di corpi mi ha lasciata perplessa, questo mi lascia esterrefatta!
Il voto in stelline è la media tra:
- Tre stelline e mezza dal capitolo uno al capitolo sette. Roger mi piace, va detto.
- Quattro stelline al capitolo otto. Perché sì. (Armand, già.)
- Tre stelline e mezza dal capitolo nove al capitolo venti. La teologia mi ha sempre divertito e affascinato. Blasfemia quanto basta. Adorabile Memnoch.
- Una stellina e mezza al capitolo ventuno. Disgustorama. Aberrante e orrido nel finale. E anche scontato, perché si capiva che Lestat avrebbe fatto quello che voleva fare fin dall'inizio. Ci siamo capiti, eh. xD
- Capitolo ventitre: NC, non classificato. Come hai potuto, maledetta Anne Rice? Perché? Perché? Che tu sia dannata, donna.
- Due stelline agli ultimi capitoli. Troppo confusi. Ingiustificati e ingiustificabili.
Detto questo, ho approssimato le stelline per eccesso. O per difetto. Ho fatto a caso, diciamocelo!
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SPOILER! E non me lo fate ripetere, su. Se dico SPOILER è spoiler.
Che c'entrava Maharet? No, veramente.
E Dora è uno dei personaggi più infimi che la Rice abbia creato, a mio modesterrimo parere. Persino peggiore di Akasha, e ho detto tutto
Lestat, dove sei? Lestat?
Le due stelline sono la media fra le parti che ne valgono quattro e quelle che non ne valgono manco una. E poi non c'è Armand.
Questo libro mi lascia veramente perplessa.
Dunque... da una parte io capisco il desiderio di Lestat di tornare umano e mortale per qualche giorno.
Lestat è fondamentalmente un esploratore: non gli interessa l'umanità in quanto tale, ma la prospettiva di provare a tornare umano e riuscire nell'impresa. O morire nel tentativo, come si suol dire.
Ma al di là di questo, Il ladro di corpi è un libro terribilmente scontato! E Lestat sembra deficiente! Tutto quello che succede è prevedibilissimo per il lettore, ma non per Lestat, che se ne sta lì come il trastullo (stupido) della sorte!
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SPOILER! GRANDI SPOILER! SPOILER TREMENDI SU TUTTA LA TRAMA FINO ALLA FINE!
Si capiva che Lestat avrebbe accettato lo scambio, si capiva che Raglan James sarebbe scomparso senza ridargli il corpo, si capiva che dopo lo scontro sulla nave da crociera Raglan e David si erano scambiati i corpi, si capiva che Raglan sarebbe schiattato nel corpo vecchio e che David si sarebbe tenuto quello giovane.
E forse si capiva pure che Lestat avrebbe trasformato in vampiro David! Soprattutto dopo lo scambio di corpi!
Khayman, mio Khayman
Premesso che il numero di stellette date ai romanzi della Rice è direttamente proporzionale alla presenza di Armand. Più Armand, più stellette.
Premesso che le poesie di Stan Rice sono davvero terribili.
Premesso che Akasha è un personaggio piuttosto piatto e che Lestat mi è piaciuto solo nell'ultimo capitolo, in cui l'ho riconosciuto come il protagonista di Scelti dalle tenebre.
Ecco, premesso tutto questo, La regina dei dannati mi è piaciuto.
Penso che il merito sia delle tante voci e delle tante storie che si intrecciano nelle prime parti del libro: adoro questo tipo di narrazione, in cui si alternano i punti di vista dei diversi personaggi.
Il mio vampiro preferito continua ad essere Armand, ma anche il vecchio Khayman ha il suo fascino antico.
Ho letto prima Scelti dalle tenebre che questo, quindi avevo già un'immagine ben definita di Lestat, molto diversa da quella che dipinge Louis.
Però è stato ugualmente piacevole da leggere, soprattutto perché mi è stato possibile ritrovare il vero carattere di Lestat tra le righe, nei comportamenti che Louis distorceva o fraintendeva in quanto a motivazioni e sentimenti.
Louis... sinceramente è un personaggio che mi piace di meno di Lestat: la complessità del primo è nettamente inferiore a quella del secondo.
E l'ho trovato troppo succube, di Lestat prima, di Claudia poi.
Armand rimane il mio vampiro preferito: compare come personaggio quasi secondario in entrambi i libri, eppure è quello dalla personalità più affascinante.
Mi dispiace però che tutti e due i libri presentino refusi: parole raddoppiate, frasi che non stanno in piedi, errori ortografici... non così frequenti, è vero, però ci sono. Non si potevano curare un po' di più?