Cristiano Godano, quando tra un verso e l'altro prende fiato. E prende fiato in maniera sonora, rumorosa, non puoi non farci caso.
Kurt Cobain, quando pronuncia le prime due p di The man who sold the world. We passed upon the stairs. Ci inciampa sopra, con un suono vibrante, soprattutto sulla prima.
Kurt Cobain, negli ultimi versi di Where did you sleep last night. Non solo perché sembra raschiare l'aria, piuttosto che cantare. Sputa le parole separatamente, come se gli costasse troppo costruire frasi di senso compiuto. Pines. Sun. Shine. Shiver dura un'eternità, è un brivido lungo davvero tutta la notte. E dio!, il modo in cui rantola whole. E' un ruggito un po' stonato. E poi, prende fiato, prima di finire con night through.
Knife party, dei Deftones. Va' a prendere il tuo coltello e poi baciami. C'è un ululato che da solo vale più di tutto l'album messo insieme, e White pony secondo me è un capolavoro. E il cantante dei Deftones prende fiato, tra un verso e l'altro.
La voce di Janis Joplin. Summertime. Il whoaaaaaaaa alla fine di Take another little piece of my heart.
Riot, dei Three Days Grace. Il cantante risucchia l'aria tra i denti e le parole gli escono direttamente dallo stomaco.
Lorelei, Cocteau Twins. Se le sirene esistono, cantano così. Sospiri, echi.